Alpinismo

Vita e imprese di Riccardo Cassin, un’icona dell’alpinismo italiano

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Federico Liberi

Nel mondo dell’alpinismo italiano, ma anche mondiale, Riccardo Cassin è considerato una grande icona, un uomo che ha compiuto grandi imprese, che ha segnato la storia dell’alpinismo e che, anche dopo la sua scomparsa, continua a essere di grande ispirazione per gli amanti di tutto il mondo di questo sport.

La vita e le imprese di Riccardo Cassin

Riccardo Cassin nacque a San Vito al Tagliamento (in Friuli- Venezia Giulia) il 2 gennaio 1909. La sua infanzia non fu certamente delle più semplici: il padre, infatti, quando Cassin era molto piccolo, lasciò la famiglia per recarsi a lavorare in Canada, dove perse la vita sul lavoro a soli 29anni.

Immagine | Pixabay @ClaudioLeali – Gentechevainmontagna.it

La sua vita cambiò radicalmente nel 1926, dove dal Tagliamento si trasferì con la famiglia a Lecco, dove si appassionò di montagna e di alpinismo ammirando le vicine cime della Grigna, le quali rappresentavano (e rappresentano tutt’oggi), per tutti i ragazzi della zona, delle ottime montagne su cui allenarsi. Superata l’età di vent’anni, decise di dedicarsi anche ad altre cime e iniziò a scalare pareti anche al di fuori delle Prealpi lecchesi, per esempio sulle Dolomiti, dove nel 1935 scalò, tra le altre, la parete nord della Cima Ovest di Lavaredo con Vittorio Ratti.

Gli anni ’30 sono l’epoca del famoso Sesto Grado, durante i quali Cassin iniziò ad imporsi come una delle figure principali di un alpinismo “estremo”, risolvendo diversi problemi alpinistici che erano considerati impossibili fino a quel momento.

Le due più grandi imprese di Riccardo Cassin si concretizzarono pochi anni prima dello scoppio della seconda guerra mondiale: la famosa salita della parete Nord Est del Pizzo Badile nel 1937, con la cordata di Ratti ed Esposito e con i comaschi Molteni e Valsecchi, che moriranno di sfinimento lungo la discesa, e la scalata dello Sperone Walker sulla nord delle Grand Jorasses, nel 1938. Passato il periodo delle grandi pareti, nello specifico a partire dagli anni 50′, Cassin si dedicò alle grandi spedizioni extraeuropee, insieme ad altri grandi alpinisti come Walter Bonatti e Carlo Mauri.

Fu così che si rese protagonista della conquista del Gasherbrum IV nel 1958 (proprio con Walter Bonatti e Carlo Mauri) e del Mount McKinley, in Alaska, nel 1961.

Nel 1975 guidò la spedizione alla parete sud del Lhotse, a cui partecipò anche Reinhold Messner, ma che venne respinta dal maltempo.

Ci fu un’impresa, però, che nonostante non fosse una prima, ha fatto entrare di diritto Riccardo Cassin nell’Olimpo dei più grandi alpinisti di tutti i tempi: la ripetizione della Nord Est del Pizzo Badile nel 1987, all’età di 78 anni, e indossando il leggendario maglione rosso dei Ragni di Lecco.

Cassin è stato anche inventore di moltissima attrezzatura da alpinismo e arrampicata. A lui, infatti, si deve la produzione dei primi chiodi da roccia, seguiti negli anni successivi da martelli da alpinismo, dalle piccozze, moschettoni e le prime giacche imbottite di piumino d’oca per le spedizioni alpinistiche extraeuropee.

Federico Liberi

Sono laureando in Psicologia dei processi sociali all’Università di Roma “La Sapienza”. La mia più grande passione insieme alla scrittura è il calcio, ma mi piace rimanere informato sullo sport a 360 gradi oltre che sull’attualità e la politica. Nel 2020 è stato pubblicato su Amazon un mio saggio sulla Programmazione Neuro-Linguistica

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