
Friuli Venezia Giulia in un film sui fantasmi di pietra - gentechevainmontagna.it
Il cinema come voce attraverso le immagini, l’impatto emotivo delle montagne italiane e l’incasso devoluto alle zone alluvionate: il progetto culturale che promuove il territorio.
I film sono sempre stati una delle migliori armi di denuncia silenziosa, ma non solo. L’immagine, e in generale i lungometraggi, sono sempre stati un ottimo metodo per raccontare ciò che con le parole non arriverebbe. Cinema e letteratura infatti si fondono ma non si confondono.
Il testo scritto ha i suoi limiti descrittivi, il film ha limiti espressivi, ma se il testo racconta dettagli, le immagini raccontano sensazioni a prescindere dalle parole. È così che un testo cinematografico sulla montagna può fare molto di più rispetto a un libro, o comunque può raccontare in maniera diversa.
L’immensità della montagna e la bellezza di quei tratti di territorio si possono esprimere meglio per immagini nonostante l’italiano sia una lingua ricca di lessemi, è difficile raccontare il colore e l’intensità di una roccia, il verde delle vette, e il colore intenso della nebbia. Il cinema si presta a queste descrizioni visive intrise di emotività. È così che tutti i piccoli borghi abbandonati della montagna friulana, spersi nel verde e nel nulla, vengono raccontati al cinema, con un film/denuncia sui posti più dimenticati d’Italia.
Arrivano al cinema i borghi friulani dimenticati, il Fantasma di pietra è il docufilm che impressionerà gli amanti della montagna
