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In pensione con 15 anni di contributi: la cifra che si percepisce è impensabile

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Enrico

Ormai non passa giorno senza che ci si senta dire che la pensione sarà un traguardo sempre più lontano e “misero”. Ma c’è anche qualche sorprendente eccezione.

Per chi oggi si affaccia sul mondo del lavoro la pensione è un grosso punto interrogativo. Le certezze sono solo due: arriverà solo molto in là negli anni, dopo svariati decenni di contributi versati, e (nella maggior parte dei casi) non sarà sufficiente a mantenere un tenore di vita dignitoso. Ce lo sentiamo ripetere tutti i giorni, e – dati alla mano – è la triste verità. E se invece vi dicessero che è possibile andare in pensione anche con soli 15 anni di contributi?

Attualmente per accedere alla pensione bisogna aver compiuto 67 anni e versato circa 20 anni di contributi – Gentechevainmontagna.it

Oggi come oggi, la legge dice che per accedere alla pensione di anzianità bisogna aver compiuto almeno 67 anni di età e versato circa 20 anni di contributi, come stabilito dalla tanto discussa legge Fornero nell’ormai lontano 2011. Ma per fortuna è stata introdotta una modifica che potrebbe “aiutare” più di un lavoratore intenzionato a mettersi a riposo (molto) prima del termine canonico. Vediamo insieme come.  

La “scorciatoia” per l’agognata pensione che cambia tutto

Da quest’anno è contemplata la possibilità di maturare un assegno previdenziale pari all’importo dell’assegno sociale, senza la necessità di raggiungere l’età di 67 anni e dopo aver versato solo 15 anni di contributi. Per usufruirne, occorre utilizzare le tre “deroghe Amato” e rispettare alcuni requisiti specifici. Per esempio, tutti i contributi devono essere stati versati entro il 31 dicembre 1992 e l’Inps deve aver autorizzato il versamento dei contributi volontari entro il 31 dicembre 1992. E ancora: il primo contributo dovrà essere stato versato 25 anni prima della richiesta di pensionamento.

I requisiti per la “baby” pensione sono piuttosto specifici – Gentechevainmontagna.it

Questo solo per citare i principali. Insomma, si tratta di requisiti piuttosto specifici e che non sempre possono essere soddisfatti. Ma chi può dovrebbe assolutamente approfittarne, in quanto il sistema di calcolo è estremamente vantaggioso. Infatti, in questo caso di tiene conto di due fattori importanti:

  • il montante contributivo, cioè l’insieme dei contributi versati durante la carriera;
  • l’età con cui una persona raggiunge la pensione.

Nel dettaglio, il montante contributivo viene moltiplicato per un coefficiente di trasformazione che aumenta con l’avanzare dell’età. Più sono alti i contributi, dunque, maggiore sarà l’importo che verrà riconosciuto al lavoratore. Una formula così la maggior parte di chi è ancora in piena carriera lavorativa oggi può solo sognarsela.

Enrico

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