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La montagna trasformata in un enorme parco divertimenti: scoppiano le proteste

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Maria Grazia Verderame

Ultimamente le montagne sembra stiano diventando come Disneyland. Così è scoppiata una grossa polemica tra gli abitanti.

Negli ultimi anni il turismo estivo in montagna sta esplodendo. Si tratta di una valida alternativa al mare, perché garantisce aria fresca e posti meravigliosi. Sono tanti i visitatori che decidono di passare il weekend in montagna, preferendolo alle spiagge sempre più affollate e calde, da non lasciare il tempo per rilassarsi. In primis le alpi sono spettacolari per fare un’escursione in mezzo a ciò che offre la natura.

Molti paesaggi si presentano come la natura li ha fatti: incontaminati e poco “rovinati” dall’intervento dell’uomo come purtroppo è accaduto ai litorali, ormai pieni di stabilimenti balneari. O almeno fino a poco tempo fa. Una bellezza destinata purtroppo a durare poco, poiché qualcuno si è accorto di questa ondata crescente di turismo e ha deciso di lucrarci sopra creando una grossa polemica per le attività che stanno offrendo in alta quota.

Montagna trasformata in un parco giochi: scoppia la polemica

E’ successo davvero e non è stato gradito dagli abitanti del luogo. Sulle Dolomiti sono apparsi chioschi, malghe, rifugi, gite panoramiche in elicottero e neve artificiale per far sciare i turisti. Il Dolomiti ha condiviso un articolo in cui si invitano le persone a protestare contro queste iniziative inopportune, perché stanno deturpando la montagna e le occasioni di godersi la natura di queste meraviglie.

Le polemiche legate allo sfruttamento a fine di lucro della montagna (gentechevainmontagna.it)

In particolare, ha fatto polemica la questione delle gite in elicottero perché stanno causando inquinamento acustico e atmosferico. Secondo questo articolo, le amministrazioni locali stanno puntando a trasformare questi luoghi in una specie di Disneyland, per attrarre il turismo di massa. Ma questa recente pratica è stata condannata, perché mira anche a spennare il visitatore che si reca nei luoghi e si accontenta delle bellezze naturali.

La protesta mira a incentivare i turisti a boicottare queste iniziative, fatte solo a fini di lucro e di visitare la montagna per fare una passeggiata, un’escursione o attività che rispettano i luoghi. Ma è anche un invito ai sindaci dei paesi che vendono questa forma di promozione turistica di tornare sui propri passi. Questo perché, mentre si diffonde il turismo sostenibile, sembra che nelle località di montagna accada però il contrario. Il Dolomiti con il suo articolo vuole smuovere le coscienze e il silenzio su iniziative che lentamente porteranno a deturpare i meravigliosi paesaggi che offrono le montagne italiane.

Maria Grazia Verderame

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