Il potere curativo di un'erba allo studio della scienza - gentechevainmontagna.it
Riesce a guarire curandosi con un’erba: lo mostra un’incredibile video che ha destato l’attenzione degli studiosi e la notizia si è diffusa.
Potrebbe essere una scoperta sensazionale: finora è al vaglio degli scienziati quella che potrebbe rivelarsi come un’erba dal forte potere curativo. Nasce tutto da un video che mostra un orango che strappando un’erba e mettendola sulla sua ferita è riuscito inaspettatamente a guarire.
Le immagini sono diventate virali e hanno fatto il giro del mondo interessando soprattutto studiosi del settore che hanno indagato a fondo. Successivamente è stato pubblicato il risultato di uno studio al riguardo sulla rivista Scientific Report. La vicenda si è svolta a Sumatra, dove l’orango Rakus, questo il suo nome, aveva un forte dolore e un’infiammazione.
Lo si è visto mentre strappava e mangiava delle foglie di un’erba che si è rivelata curativa perché poi l’animale è stato bene. Aveva anche una ferita e ha posto le foglie di questa pianta su di essa come fosse una sorta di benda. Qual è la pianta che si è rivelata così utile e portentosa?
La pianta usata dall’orango per curarsi risulta essere la Fibraurea tinctoria che in Indonesia è nota anche come Akar Kuning. Le proprietà di questa pianta sono prevalentemente antibatteriche e antinfiammatorie. Studiandola si è capito che è in grado di svolgere anche funzione antimicotica e antidolorifica.
Può essere impiegata per la cura della malaria e risulta essere la più potente in una gamma di 38 piante mediche utilizzate in quelle zone. L’approfondimento degli scienziati punta a comprendere se la Fibraurea tinctoria può essere impiegata anche per la cura di alcune malattie specifiche come il diabete. Questo perché in essa si è osservata la presenza di potenti antiossidanti e nel Borneo è già utilizzata per il trattamento del diabete mellito.
In questa pianta sono contenuti vari alcaloidi, tra cui i cosiddetti alcaloidi protoberberinici e fra essi spicca la berberina, classificato come isochinolitico, che ha varie funzioni farmacologiche. Su PubMed è apparso di recente uno studio che si è concentrato ad analizzare proprio l’aspetto antiossidante e il rapporto della Fibraurea tinctoria con il diabete.
Sono stati riportati dati che sostengono un significativo abbassamento dei livelli di glicemia dopo il trattamento con questa pianta e la regolazione dei lipidi con una conseguente riduzione dell’infiammazione in atto. Si sta indagando per capire se possa essere impiegata nella cura della nefropatia diabetica. L’alto potenziale terapeutico di questa pianta potrebbe riuscire a curare anche patologie neurodegenerative come il morbo di Parkinson, l’Alzheimer e la malattia di Huntington.
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