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TFS: se fai così ottieni più soldi e prima, quasi tutti si fanno fregare

Published by
Loris Porciello

Novità per quanto riguarda il TFS visto che se fai così ottieni più soldi e soprattutto prima. In molti si fanno fregare: fai attenzione.

Quando si verificano errori nei calcoli della pensione, mancati riconoscimenti di trattamenti previdenziali o richieste di restituzione, rivolgersi all’INPS diventa essenziale. Tuttavia, la procedura da seguire e le modalità di assistenza possono risultare poco chiare. Il sistema giuridico offre diverse forme di tutela amministrativa per i pensionati e gli assicurati contro le decisioni dell’INPS. Queste coprono una vasta gamma di situazioni, inclusi riscatti, ricongiunzioni, totalizzazioni e richieste di recupero di indebiti.

In molti si fanno fregare sul TFS – (Credits: Ansa Foto) – (Gentechevainmontagna.it)

Il ricorso amministrativo è un’istanza mirata a tutelare una situazione giuridica soggettiva lesa da un atto dell’INPS. Questo può essere finalizzato all’annullamento o alla modifica dell’atto stesso. È un passo fondamentale per correggere eventuali errori nei calcoli pensionistici o nelle decisioni relative ad altri trattamenti previdenziali. Possono presentare ricorso amministrativo, sia i pensionati che gli assicurati, con rapporti previdenziali con l’INPS. In questa maniera eviterai di defraudare ed ora puoi scoprire come fare.

TFS, con il ricorso ottieni di più: la procedura

Il procedimento di ricorso all’INPS è fondamentale per chiunque ritenga che un provvedimento dell’Istituto sia lesivo dei propri diritti previdenziali. Il primo passo, per chi intende presentare un ricorso all’INPS, è identificare chiaramente il provvedimento contestato e descrivere sinteticamente la propria situazione amministrativa correlata. È necessario indicare i motivi specifici che giustificano la richiesta di modifica, revoca, sospensione o annullamento del provvedimento, supportando il ricorso con la documentazione pertinente.

Con questo metodo ottieni di più e non ti fai fregare – (Credits: Ansa Foto) – (Gentechevainmontagna.it)

Il ricorso può essere firmato direttamente dal ricorrente o da un rappresentante legale, se il ricorrente è incapace di agire personalmente. Una volta presentato, il ricorso viene registrato nei sistemi informatici dell’INPS e viene esaminato per valutare la necessità di adottare un provvedimento di autotutela. Questo processo include la predisposizione di osservazioni dettagliate sulla controversia. Il ricorso viene successivamente esaminato dal Comitato competente, che emette una deliberazione di accoglimento o reiezione.

Nel caso in cui il ricorso venga respinto, il contribuente ha il diritto di avviare un’azione giudiziaria per contestare la decisione presa dall’INPS. Il ricorso amministrativo deve essere trasmesso esclusivamente tramite le seguenti modalità telematiche: online o tramite intermediario. Dopo aver effettuato l’accesso al sistema telematico, il ricorrente deve compilare tutte le schede necessarie ed allegare il ricorso debitamente firmato e digitalizzato tramite scanner, insieme a eventuali documenti di supporto in formato digitale.

In linea generale, il ricorso deve essere presentato entro 90 giorni dalla data di ricezione del provvedimento contestato. D’altra parte l’INPS è tenuto a emettere una decisione entro 30 giorni dalla ricezione del ricorso. Questo termine può variare a seconda della complessità della pratica, ma è fondamentale per garantire tempestività nella risoluzione delle controversie.

Loris Porciello

Classe '97, copywriter in attivo dal 2014. Iscritto all'ordine dei giornalisti dal 2022, mi occupo di articoli di lifestyle, gossip, sport, tecnologia,economia e tanto altro. Appassionato di musica, calcio e pallacanestro, nel tempo libero coltivo una forte passione per la scrittura e la lettura.

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