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Maiella, precipitano durante un’escursione. In corso il recupero dei corpi

Maiella, precipitano durante un’escursione. In corso il recupero dei corpi

Scivolati sul ghiaccio “vetrato” durante un’escursione in località Rava del Ferro.

Il Soccorso Alpino sta procedendo al recupero dei corpi.
A chiamare i soccorsi e dare l’allarme son stati i due compagni di escursione, che a loro volta sono stati trasportati in ospedale.

E’ di pochi minuti fa l’appello della Scuola Franco Alletto del CAI sulla prudenza in montagna, specialmente durante le prime nevi della fase di transizione Autunno-inverno che portano alla formazione di ghiaccio vetrato, che espone al rischio di scivolamenti ad alta velocità.

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Annapurna. L’impressionante video del salvataggio dell’alpinista malese.

Il 26 Aprile 2019, una squadra di salvataggio della Seven Summits Trek ha portato in salvo l’alpinista malese Wui Kin Chin, disperso dopo aver raggiunto la vetta dell’Annapurna. .

Le fasi del salvataggio sono state riprese in un video che mostra tutte le difficoltà e le condizioni critiche in cui una squadra di salvataggio deve operare a quelle quote.

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Annapurna. Ritrovato vivo l’alpinista disperso.


Wui Kin Chin individuato dall’elicottero questa mattina a quota 7500m

Un team di Sherpa, guidato da Nirmal Purja, ha individuato l’alpinista malese
Wui Kin Chin, disperso sull’Annapurna a quota 7500m.

La squadra di soccorso della Seven Summit Treks, ora a quota 7000 dopo aver aiutato l’uomo esausto sta puntando a campo 3 a 6500m.

Il 49enne malese era disperso dal 23 Aprile durante la discesa dagli 8091m.

Un elicottero lo aveva localizzato questa mattina mentre faceva segno ai soccorritori con le braccia. La squadra di soccorso è stata trasportata a campo 3 e ha iniziato la risalita verso campo 4 affrontando forti venti.

Mingma Sherpa, presidente della Seven Summit Treks ha dichiarato che l’alpinista sta abbastanza bene e sperano di riportarlo giù in elicottero da campo 3 per domani mattina.

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Ritrovati i corpi di Hansjörg Auer, David Lama e Jess Roskelley. Recuperata foto da smartphone, erano arrivati in vetta.

L’agenzia governativa che si occupa di gestire le aree naturali canadesi, Parks Canada, ha diramato un comunicato dove informa del ritrovamento dei corpi dei tre alpinisti che stavano tentando di scalare la parete est del Howse Peak, che si trova nella catena delle Montagne Rocciose canadesi.


L’ultimo scatto postato da David Lama prima dell’allarme – Foto FB @David Lama

Hansjörg Auer, 35, David Lama, 28, e Jess Roskelley, 36 sono rimasti vittime di un incidente causato dal distacco di una valanga il 17 Aprile. Un elicottero del soccorso si è subito alzato in volo individuando i segni di una valanga e avvistando del materiale di arrampicata nella zona.

Nel recupero è stato ritrovalo lo smartphone di Jess Roskelley in cui è stata trovata una foto scattata alle 12:43, dove i tre si trovavano in vetta, sorridenti e con un intenso cielo blu sullo sfondo.

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Dispersi in Canada David Lama e Hansjoerg Auer

Ore di angoscia per gli alpinisti austriaci David Lama, Hansjoerg Auer e l’americano
Jess Roskelley che risultano dispersi sotto una valanga abbattutasi in Canada il 16 Aprile.

A quanto riferisce il portale di notizie legate al mondo dell’alpinismo
Tiroler Tageszeitung non è stato sufficiente neanche l’impiego di un elicottero che si è alzato in volo per perlustrare la zona.

David Lama 28enne di madre austriaca e padre nepalese è uno degli arrampicatori più forti in circolazione, con ripetizioni celebri come quella della via Maestri al Cerro Torre del 2012.

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Fanno un barbecue ed incendiano bosco, 13 milioni di multa. Decise le sanzioni per l’incendio del Monte Berlinghera.

Conto salato per i due 22enni indagati dalla procura di Como, che durante il capodanno 2018-2019 hanno organizzato un barbecue alle pendici del Monte Berlinghera a Sorico, causando la distruzione di 1000 ettari di bosco.

La sanzione amministrativa è stata decisa in base a delle tabelle ministeriali che tengono conto degli ettari distrutti.

L’incendio è divampato il pomeriggio del 30 Dicembre e sono state necessarie due settimane e l’impiego di numerosi uomini e canadair per domarlo.

A causa delle fiamme sono andati distrutti 350 ettari di conifere, 650 di latifoglie alcuni caseggiati e baite.

Alcune segnalazioni hanno permesso di avviare le indagini verso un punbto di cottura in prossimità di una baita dove si stava preparando la brace. Le condizioni del vento di quel giorno hanno fatto il resto, portando all’innesco di principi di incendio, poi fuori controllo, della vegetazione circostante.

Oltre al piano amministrativo l’indagine prosegue anche su quello penale visto che i giovani sono accusati di incendio boschivo e di negligenza nel momento dell’accensione della griglia, viste le condizioni di vento sostenuto e di siccità della vegetazione limitrofa.

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Intervista ad Alex Txikon, seconda parte: cosa è successo realmente a Nardi e Ballard

Il sito explorersweb ha pubblicato la seconda parte dell’intervista a Alex Txikon, protagonista delle operazioni di ricerca della cordata Nardi-Ballard sul Nanga Parbat.

Angela Benavides, giornalista della testata online, ha intervistato Alex chiedendo ulteriori dettagli sullo svolgimento delle operazioni, i rischi e le aspettative.

Qui di seguito pubblichiamo la traduzione dell’intervista, consultabile nella versione originale cliccando qui.

Intervista a Alex Txikon

L’aspetto più discusso della spedizione invernale di Alex Txikon sul K2 non è riferito a quella montagna, ma alle operazioni di salvataggio sul Nanga Parbat, quando Txikon e la sua squadra hanno lasciato il campo base del K2 con uno snervante viaggio in elicottero attraverso una zona di guerra, equipaggiati di un telescopio, tre potenti droni e solo una flebile speranza di trovare Daniele Nardi e Tom Ballard ancora vivi, visto che i due erano ormai dispersi da una settimana. I giorni successivi si sono rivelati una vera avventura, con il tragico epilogo che il mondo alpinistico conosce bene.
Qui di seguito Txikon ci racconta quei giorni difficili.

Mi dispiace fare questa domanda, ma quando siete partiti per il Nanga Parbat, siete partiti per cercare i corpi o avevate veramente la speranza di trovare Nardi e Ballard vivi?

All’inizio non ero molto preoccupato, pensavo che la mancanza di contatti fosse dovuta a qualche problema tecnico. Nardi aveva un vecchio telefono satellitare Thuraya che spesso non funzionava. Due giorni più tardi ho iniziato a preoccuparmi veramente. Quando siamo partiti per le operazioni di ricerca sapevamo che le speranze erano minime. Abbiamo comunque mantenuto un barlume di speranza dentro di noi. Pensavo, o mi sforzavo di pensare “E se fossero bloccati da qualche parte ma con abbastanza energie da sopravvivere per più di una settimana?”, “E se la loro vita fosse ancora attaccata a un filo?”. Sarebbe stato un miracolo, e noi speravamo proprio in quel miracolo. E’ difficile da spiegare e ho centinaia di messaggi sul mio cellulare dove ci dicono che eravamo pazzi a rischiare la vita per cercare dei corpi, perfino la fidanzata di Ballard, Stephanie, disse che sapeva che Tom sicuramente non ce l’aveva fatt. Ma la famiglia di Nardi aveva ancora delle speranze e non ho potuto deluderli.

E’ per questo che hai rischiato la vita? Per non deludere i famigliari di Daniele Nardi?

Vai, perché sai che è la cosa giusta da fare. E anche perché sinceramente, vorrei che se capitasse a me di essere di essere disperso, qualcuno venga a cercarmi. E’ stato tutto veloce, il Dottor Josep Sanchis ha preparato tutto, abbiamo preso i droni e il telescopio e siamo partiti.

A proposito di rischiare la vita, il volo in elicottero attraverso una zona interdetta durante il conflitto con l’India deve essere stato rischioso come le valanghe sul Nanga.

Si, abbiamo avuto paura. La zona era completamente chiusa al traffico aereo e hanno lasciato decollare solo il nostro elicottero. I piloti erano molto nervosi, si aspettavano che gli indiani avrebbero aperto il fuoco. Dicevano che colpire un elicottero è molto facile perché è lento. 

Alex Txikon mentre spiega a Angela Benavides le operazioni di soccorso. foto di Explorersweb

All’inizio si diceva che la spedizione di Braun si sarebbe occupata delle operazionidi soccorso, cosa è cambiato?

Sono state vagliate tutte le opzioni. Ero in contatto con molte persone, compresi il canadese Louis Rousseau e Agostino da Polenza un amico di Daniele, che ha chiesto a Ali Saltoro di riuscire a mandare degli aiuti al Nanga Parbat. Quando l’ambasciatore italiano e il fratello di Daniele mi hanno chiesto di andare, ho detto si.

Era il quinto tentativo di Nardi sul Nanga Parbat. E’ possibile che fosse così preso dal riuscire a scalare questo suo grande progetto da abbassare la guardia?

Nardi era ossessionato dal Nanga Parbat ed era testardo. Ma non era un principiante o un irresponsabile. Sapeva esattamente cosa stava facendo. Ho visto come hanno allestito i campi avanzati. Erano perfetti, ben equipaggiati e pronti per una scalata ben pianificata.

Daniele Nardi e Tom Ballard, nell’ultima foto inviata dal campo avanzato.

Tuttavia qualcuno ha detto che lo Sperone Mummery è troppo pericoloso, quasi un suicidio.

Non ne sarei così sicuro. Ne conosceva ogni centimetro, Guardi, per la mia esperienza lì, la via era di certo molto pericolosa ed esposta a valanghe durante le ore centrali della giornata, perché le temperature cambiano drasticamente sul Nanga Parbat. M la mattina presto e dal pomeriggio inoltrato in poi, nessun problema, Non è caduto nulla.

Quando ha avvistato i corpi?

Il 5 Marzo. Quando abbiamo inviato il drone però si è scaricata subito la batteria ed è caduto lontano. Non ci siamo potuti avvicinare ai corpi per il pericolo valanghe. Abbiamo aspettato fino alla mattina successiva e li abbiamo avvistati chiaramente col telescopio. Abbiamo subito avvisato la famiglia. Non abbiamo pubblicato foto. L’unica è stata condivisa dall’ambasciatore italiano Pontecorvo ed è stata sfocata di proposito per evitare di mostrare troppi dettagli.

Anche se l’immagine era sfocata, non sembravano comunque essere stati travolti da una valanga.

Non sono stati travolti. Da lontano abbiamo visto che la corda sopra di loro era tesa. Non lo posso dire con sicurezza, ma ho l’idea che o sono caduti, o forse, causa il freddo e la stanchezza, sono rimasti assiderati quando la temperatura è crollata dopo il tramonto. Comunque sia una tragedia.
Subito dopo il mio ritorno ho fatto visita alla famiglia di Daniele in Italia e hanno organizzato una bellissima cerimonia di commemorazione.Non lo so … mi ha fatto riflettere su molte cose. Sa, ho tenuto in braccio suo figlio di 6 mesi e non ho potuto fare a meno di chiedermi se fosse il caso di andare sul Nanga Parbat con un figlio così piccolo … Non so cosa dire. E’ molto triste.

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Bloccato dalla neve chiama i soccorsi sulla ferrata d’Oropa. Lo trovano in maglietta e pantaloncini.

Gli uomini del soccorso alpino, intervenuti dopo una chiamata di soccorso sulla ferrata Nito Staich, si sono trovati a soccorre un ragazzo bloccato dalla neve vestito in maglietta e pantaloncini.

Per aiutare i soccorsi il diretto re degli impianti di Oropa ha rimesso in funzione gli impianti di risalita al di fuori degli orari di apertura.

Il ragazzo, un escursionista di Biella, si è giustificato dicendo che non si aspettava tutta quella neve.

Il percorso che il ragazzo stava affrontando, fanno sapere i gestori degli impianti, è fattibile anche in presenza di neve, a condizione di avere la giusta attrezzatura.

Purtroppo non è raro vedere in ambienti montani serviti da impianti di risalita, persone con attrezzatura e abbigliamento non adeguati. Gli esempi delle persone sul Monte Bianco che salgono direttamente in quota con i nuovi impianti e si avventurano sui ghiacciai in Superga parlano chiaro.

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Carlo Alberto Pinelli, presidente di Mountain Wilderness definisce il concerto di Jovanotti “Diseducativo ed arrogante”

Come saprete da qualche giorno imperversa la polemica tra la leggenda dell’alpinismo Reinhold Messner e il cantante Lorenzo Cherubini in arte Jovanotti.

Polemica iniziata dalla decisione di organizzare una tappa del Jova Beach Party al Plan de Corones in provincia di Bolzano a 2275 metri e proseguita con un carosello di dichiarazioni tra gli organizzatori, gli sponsor e lo stesso Jovanotti.

Anche Carlo Alberto Pinelli, presidente onoraio di Mountain Wilderness, associazione che ha come scopo la difesa del patrimonio naturale e culturale della montagna, si è espresso in merito. Riportiamo la sua dichiarazione.



Il cantante Jovanotti sostiene che nella scelta dei luoghi in cui si possono organizzare grandi concerti un posto vale l’altro. Dal punto di vista strettamente geografico forse ha ragione. Una grande piazza, una prateria, una spiaggia, una elevazione montana fanno tutte parte allo stesso modo dell’ambiente fisico in cui il formicaio degli umani si muove e interagisce. Ma Jovanotti ha torto marcio se si tengono in considerazione le aspettative che ciascuno di quei luoghi suggerisce e stimola, le loro diverse vocazioni culturali, gli investimenti affettivi e esistenziali che essi possono propiziare. In poche parole: il loro significato autentico. Un significato derivato da un indissolubile intreccio di valori estetici, etici, storici, comportamentali, psicologici.
Tutti sappiamo benissimo che non è la stessa cosa trovare una lattina di birra dimenticata sulle gradinate di uno stadio o abbandonata in un bosco o su una vetta montana. In questi ultimi due casi basta la presenza di quel cilindretto di alluminio ammaccato per incrinare la magia del luogo, rendendo di conseguenza più povera l’esperienza di chi ha speso energie e tempo per trovare nell’ incontro con quegli spazi silenziosi e deserti una parte dimenticata di se stesso. Ma – Jovanotti e i suoi accoliti obietteranno- solo una minoranza dei nostri simili cerca quegli incontri . La maggioranza dei cittadini se ne sbatte della natura incontaminata e del messaggio che essa sussurra sottovoce in chi le si avvicina in punta di piedi, a cuore aperto. E allora? Allora noi crediamo che una società davvero civile dovrebbe essere in grado di comprendere e rispettare i bisogni immateriali delle sue minoranze, anche se la maggioranza non ne riesce ancora a individuare fino in fondo le ragioni. Ripetiamo per l’ennesima volta un esempio forse banale: possiamo essere atei, ma dovremmo tutti combattere con le unghie e con i denti per non permettere che una chiesa, anche se ormai frequentata da un esiguo pugno di fedeli, venga trasformata in una discoteca, affollata da un pubblico ben più numeroso. Chi non è in grado di afferrare la differenza non è degno di chiamarsi civile.  Si badi bene: non lo sosteniamo solo noi; lo dice a chiare lettere anche la Costituzione italiana e la stessa preoccupazione è implicita in tutte le leggi promulgate per tutelare gli ambienti naturali di particolare pregio: parchi nazionali e regionali, SIC, ZPS, Natura 2000 ecc.
Nel caso specifico di cui ci occupiamo ora, esiste certamente e ha un certo peso una seconda obiezione: Plan de Corones in Alto Adige è un pezzo di montagna già spogliato in gran parte del suo significato originario a causa di impianti per lo sci altamente invasivi ed anche – duole dirlo – del recente museo (per altro di alta qualità artistica) voluto da Reinhold Messner e progettato dalla grande architetta Zahia Hadid. Basta questo per dare il via libera all’ assalto progettato dal baldo cantante italiano e dai suoi sponsor?
Ne dubitiamo. Plan de Corones, sebbene sfigurato e in vari modi umiliato, resta comunque un luogo montano e come tale continua a rispecchiare simbolicamente (seppure a livello paradossale) quello che è il messaggio della montagna. Le folle in delirio che dovrebbero assistere al concerto vedranno tutt’intorno i profili di altre montagne e saranno portati a considerare lecito – anzi auspicabile – la loro trasformazione nel fondale pittoresco e senz’anima di un rumoroso palcoscenico di inequivocabile ( e non esportabile) connotazione urbana. Salta agli occhi di chiunque sappia usarli il carattere profondamente diseducativo di iniziative di questo tipo. Diseducativo e arrogante: ennesimo affronto escogitato dagli impiantisti per mercificare la montagna, soffocando la percezione dei valori che, attraverso il respiro della natura, possono arricchire di senso la nostra vita.

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300 mila euro di multa e due anni di prigione per chi pianta abusivamente una tenda sul Monte Bianco

La prefettura di Annecy, dell’Alta Savoia, detta le nuove disposizioni per l’accesso al Monte Bianco e le prenotazioni dei rifugi lungo la Via Reale.

Le nuove regole saranno molto ferree con lo scopo di evitare i numerosi atti di inciviltà dell’estate 2018, con aggressioni di gruppi di alpinisti che non trovavano posto nei rifugi e bivacchi improvvisati.

La revisione dell’articolo L341-19 del codice dell’ambiente francese, entrata in vigore il 1Aprile 2019, ha portato a un inasprimento delle sanzioni per chi “modifica lo stato di un monumento naturale”

Si dovrà avere una prenotazione obbligatoria per tutti i rifugi e si rischiano 300 mila euro di multa e due anni di prigione se si pianta abusivamente una tenda.

Le prenotazioni andranno fatte via internet con nome, cognome e numero di partecipanti e non saranno modificabili ad eccezione delle Guide Alpine che saranno gli unici a poter apportare modifiche.

I rifugi avranno le seguenti disponibilità Nid d’Aigle 20 posti, il rifugio Tête Rousse 74 posti, rifugio del Gouter 120 posti e una volta effettuata la prenotazione si dovrà conservare la ricevuta che sarà richiesta nel caso di controlli.

Ci saranno anche 40 posti in tenda alla Tête Rousse disponibili previa prenotazione.

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Polemica Messner-Jovanotti, il fact checking.

Tra le notizie legate al mondo della montagna, quella che ha sicuramente tenuto banco negli ultimi giorni è stata la querelle tra Jovanotti, al secolo Lorenzo Cherubini, e Reinhold Messner.

Ma cosa è successo esattamente? Ripercorriamo le tappe della vicenda.

Il tour estivo di Jovanotti, il Jova Beach Party in collaborazione con il WWF, prevede una tappa di montagna esattamente in località Plan de Corones in Alto Adige a 2275 metri il 24 Agosto 2019.

Questa è stata la dichiarazione di Reinhold Messner sulla decisione di organizzare in quota la tappa del concerto.

Non posso vietarlo, ma lo farei se potessi”, “Qui si viene a cercare il silenzio ,quello show porta solo rumore. Non giudico Jovanotti come artista, non lo conosco bene ma mi sembra insensato fare un concerto in cima alla nostra montagna d’estate. Semplicemente perché non è una cosa necessaria”.

La replica del diretto interessato e degli organizzatori non si è fatta attendere.

Per il WWF

“La zona che sarà interessata dal concerto di Plan de Corones è già fortemente antropizzata e modellata in base alle esigenze del turismo di massa. Per il concerto del Jova Beach Party, i partecipanti arriveranno unicamente a piedi o sfruttando gli impianti di risalita esistenti”.

Anche Andrea Del Frari, direttore dello Skirama Plan de Corones, ha commentato:

 “Chi sale a Plan de Corones, sia d’estate che d’inverno, non cerca silenzio e introspezione, ma adrenalina e divertimento, emozioni in quota che solo grazie alla risalita con impianto sono possibili. Inoltre i percorsi in quota sono praticabili anche per persone con difficoltà motorie, e questo permette di godere della vista panoramica mozzafiato a 360° sulle Alpi e Dolomiti anche a chi non ne avrebbe possibilità”.

Plan de Corones da più di 50 anni non è una montagna come le altre. La crescita del turismo legato allo sport, in particolare agli sport invernali ha fatto sì che si sviluppasse una vera e propria economia attorno alla montagna, su tutti i versanti. Plan de Corones, oggi, è una montagna viva che offre tante possibilità di intrattenimento e svago, sia sportivo sia culturale. lo dimostrano i continui investimenti nell’ammodernamento degli impianti di risalita del comprensorio sciistico ma anche la volontà, da parte dei proprietari degli impianti, di investire sulla cultura, costruendo ben due musei, legati proprio al mondo della montagna. Proprio uno di questi, costruito dal consorzio impianti ma dato in gestione a Reinhold Messner, è un’attrazione per la gran parte dei turisti che arriva in cima durante i mesi estivi”.

E infine le dichiarazioni del diretto interessato, Lorenzo Cherubini in arte Jovanotti.

“Quando dico che stiamo tenendo insieme un evento rock con l’equilibrio ambientale non lo dico tanto per dire, si tratta di mettere in campo tutte le conoscenze in questo ambito ed è quello che stiamo facendo, per mostrare un modo nuovo di fare le cose, non quello solito che giustamente preoccupa Messner.

“Si tratta di realizzare non solo grandi giornate di goduria collettiva ma anche grandi aperture verso panorami di economia circolare, di comportamenti ecosostenibili e di equilibrio umanità/pianeta. Se poi lui preferisce il silenzio delle grandi altitudini in solitaria al battito dei piedi che ballano sulla terra nuda stimolati da una giusta potenza di watt rispondo che c’è un momento adatto a tutto, e a Plan de Corones la folla festosa non è una novità, è un luogo di tutti ed è bello per questo. Sentirsi invasi da gente allegra che non ha nessuna intenzione di violare nessun tempio naturale ma casomai di celebrarlo suona semplicemente, ahimè, elitario, e siamo alle solite, e a me le solite non piacciono, i club esclusivi non fanno per me”.

Insomma, da una parte c’è chi sostiene la sacralità della montagna a tutti i costi e dall’altra un punto di vista più pragmatico che vuole sfruttare un indotto economico già esistente, insistendo sul fatto che, essendo il Plan de Corones già cementificato e antropizzato, concerto più concerto meno non fa tanta differenza.

A noi come al solito interessa sapere la vostra. Quindi lasciateci pure un commento sotto l’articolo!

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Tra montagna e mare. 5 idee di viaggio estate 2019 per gli amanti dell’avventura.

Ormai si sa, le vacanze sotto l’ombrellone stanno passando un po’ di moda e una fetta sempre più grande di persone rivolge il proprio interesse a forme di viaggio o vacanza più adrenaliniche.

Le offerte non mancano: viaggi in barca a vela, settimane di arrampicata, trek a cavallo e trekking a piedi rifugio in rifugio. Sono numerose le agenzie che organizzano questo tipo di attività per i viaggiatori che vogliono utilizzare le proprie ferie per vivere delle esperienze.

Noi di Gentechevainmontagna.it ne abbiamo selezionate 10 per i nostri lettori.

1 – Isole Egadi in barca a vela (Luglio- Agosto. 7 giorni da 490€).
Altura Vela propone una settimana in barca per navigare tra le isole di Marettimo, Favignana e Levanzo. Paesaggi mozzafiato e acqua cristallina a partire da 490€ a persona. Conosciamo la scuola Altura Vela e vi garantiamo che non sarete a bordo come semplice passeggeri, ma avrete la possibilità di rimboccarvi le maniche e partecipare alle manovre di navigazione al fianco di skipper con esperienza decennale!
Clicca qui per info su questo viaggio.

Eolie in barca a vela

2 – Arrampicata a Kalymnos (fine Agosto – Settembre). a partire da 380€.Avete iniziato ad arrampicare da poco e volete coniugare questa nuova passione alle vacanze? Adventure Dreamers propone un viaggio di arrampicata di una settimana nella mecca dell’arrampicata mondiale: l’isola di Kalymnos nel dodecanneso. Paradiso climber professionisti, rischiate di trovarvi come compagno di falesia Adam Ondra! Magari non proprio sulla stessa via! l’isola propone decine di falesie con vie a partire dal 4° grado quindi non abbiate paura e fatevi sotto! E’ richiesto solo di saper fare sicura in maniera…sicura.
Clicca qui per info su questo viaggio.

Una settimana di arrampicata a Kalymnos

3 – Trekking alle isole Lofoten (Luglio-Agosto. 11 giorni). Ci siete mai stati? Sul serio? Dovete rimediare! Le Lofoten sono uno dei posti più incredibili della terra, ambienti di montagna a ridosso del mare del nord, i fiordi, il sole di mezzanotte, posti indimenticabili. Trekkilandia propone un viaggio di 10 giorni alla scoperta di questo paradiso norvegese.
Clicca qui per info su questo viaggio.

11 giorni di trekking alle Lofoten

4 – All’ombra della Marmolada: trekking sulle Dolomiti. (Luglio – Agosto. 7 giorni . da 620€. Per chi volesse rimanere sulle montagne di casa proponiamo un trekking sulle Dolomiti, patrimonio UNESCO, con escursioni e passeggiate tra le leggendarie Tofane, le Cinque Torri, Lagazuoi e il Monte Civetta! Organizzato da Jonas.it.
Clicca qui per info su questi viaggio.

Jonas.it Trekking sulle Dolomiti

5 – Stage di alta montagna a 4000m sul Monte Rosa (Luglio. 5 giorni da 580€). Per gli amanti della vera montagna! Uno stage che vi trasformerà da amanti di trekking ad alpinisti. Non è richiesta nessuna capacità alpinistica pregressa perché dal primo giorno verranno introdotte le manovre e la tecnica per la progressione in cordata su ghiacciaio e si terminerà con una notte alla Capanna Margherita a quota 4554 metri!
Clicca qui per info su questo viaggio.

5 giorni di alpinismo a 4000m per principianti

Che dire! Ce n’è per tutti i gusti, dire che sono delle belle dritte per non passare l’estate in spiagge iperaffollate, non pensateci troppo e vi ovunque voi andiate vi auguriamo un’estate all’insegna dell’avventura!