Trekking

Dopo essersi rotto il collo escursionista percorre migliaia di km di sentieri

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Alessandro Bolzani

La storia di Tommy Javenes, un escursionista di Stony Point (nella contea di Rockland, New York) con una passione enorme per lo sport, ha dell’incredibile. Nel 2015, in seguito a una terribile caduta da dodici metri di altezza, ha rischiato la paralisi totale e non è morto sul colpo solo perché lo zaino che indossava gli ha riparato la testa. L’impatto ha gravemente compresso le vertebre 4,5,6 e 7, rischiando di costringerlo per sempre su una sedia a rotelle, come avvenuto per l’attore Christopher Reeve, noto soprattutto per aver interpretato Superman negli anni settanta e ottanta. Il chirurgo che l’ha operato in seguito all’incidente ha messo in chiaro fin da subito che tornare a dedicarsi all’escursionismo sarebbe stato fuori discussione. Ma chiaramente non aveva messo in conto due fattori: la fortuna di Javenes e la sua dedizione incrollabile.

Foto | Instagram @javenestom

La determinazione di Tommy Javenes

Pur avendo la mano destra e la gamba sinistra compromesse, Javenes ha scoperto di poter camminare ancora per svariati chilometri e di riuscire persino a correre (a volte essere inseguiti da un tacchino arrabbiato può avere dei vantaggi!). È così riuscito a tornare a dedicarsi alle escursioni, riottenendo un po’ di normalità nella sua vita, stravolta non solo dall’incidente, ma anche dalla scomparsa della moglie, morta sette mesi prima della terribile caduta a causa di un tumore al cervello. Il 53enne ha iniziato a dedicarsi alla sua attività preferita con una rinnovata determinazione, spingendosi a raggiungere dei risultati sempre più sbalorditivi.

Foto | Instagram @javenestom

Gli obiettivi che si è posto l’escursionista

Dieci mesi dopo la delicatissima operazione, l’escursionista ha persino partecipato a una corsa in montagna impegnativa (la North Face Challenge), portandola a termine in 11 ore e mezzo, impresa che ha ripetuto l’anno successivo. Inoltre, ha ripreso ad affrontare una delle sue escursioni preferite, quella che lo porta ad attraversare Anthony’s Nose, la montagna dalla quale è caduto nel 2015. Quasi ogni giorno è possibile trovarlo lì, intento a sfidare i suoi limiti salendo e scendendo più volte dal picco. Il suo record personale è di 16 “viaggi” nell’arco della stessa giornata e il minimo è tre. L’anno scorso si è posto l’obiettivo di affrontare il percorso almeno cento volte al mese. Di recente è arrivato a quota 1366 in meno di dodici mesi, grazie anche alle 163 escursioni sul monte affrontate a dicembre. “Ogni giorno penso a tutte le persone ricoverate all’Helen Hayes Hospital e a quel che darebbero per poter affrontare anche una singola escursione”, ha dichiarato in un’intervista che ha fatto luce sulle motivazioni che lo spingono a mettersi alla prova in modo simile.

Alessandro Bolzani

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