Trekking

Escursione in montagna, ecco quanta acqua dovresti portarti sempre dietro

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Leonardo Pasquali

Portare poca acqua da bere potrebbe rivelarsi un errore fatale in vista di un trekking, l’idratazione costante è essenziale sui sentieri

Regola numero uno del trekking è rimanere idratati. Essendo un’attività dispendiosa a livello fisico causa la perdita costante di liquidi, è alla base del meccanismo di regolazione della temperatura interna del nostro corpo. Per questo dobbiamo controbilanciarne il consumo bevendo in modo costante.

Organizzatevi a vostro piacere con bottigliette, borracce o camelbak poi studiate il sentiero. Programmare le soste in modo strategico è uno dei trucchi per non partire da casa con troppa acqua nello zaino. Tante le scuole di pensiero su questa faccenda ma il nodo è in realtà molto semplice da sciogliere.

Ci sono alcuni accorgimenti che ci permetteranno di camminare trasportando un peso adeguato senza per questo incorrere in disturbi legati alla disidratazione. È necessario solamente un planning anticipato, così da stare tranquilli. Ecco dei consigli utili se siete indecisi su quanta acqua portare.

Cosa e quanto bere durante un trekking

Beviamo tanto e spesso, questo sì. E non aspettate che vi venga sete per farlo! Il corpo non manderà segnali fin quando non sarà al limite, perché è costruito per resistere in condizioni estreme. Non c’è un ‘tetto’ sui litri, questo è sicuro. Possiamo introdurre grandi quantità di liquidi che poi, per forza di cose, verranno espulsi tramite sudore e urine. Evitiamo magari alcolici o bibite gassate. Il dubbio più frequente è tra alleggerirsi portandosi meno acqua e incappare in episodi di disidratazione oppure portarne di più col rischio di appesantirsi – con tanti patemi d’animo per chi è fissato col trekking ultralight.

Ogni due ore di cammino consumiamo circa un litro d’acqua – gentechevainmontagna.it

Detto questo, ci sono diversi fattori da prendere in considerazione tra i quali le caratteristiche del percorso che stiamo affrontando, il nostro livello d’allenamento e il clima.  Il presupposto è che ogni due ore di cammino consumiamo 1 litro d’acqua, studiamo quindi per bene i punti ‘rifornimento’ del sentiero e sfruttiamoli a nostro vantaggio – assicuriamoci anche che si tratti di fontane potabili. Aggiungiamo sali minerali in busta come integratori, sono molto utili ed è possibile trovarli in farmacia.

Per quanto riguarda il contenitore migliore possiamo far affidamento alla tradizionale borraccia ma se non avete intenzione di spendere soldi sull’attrezzatura allora accontentatevi di una bottiglia d’acqua normale, andrà bene e potrà essere riutilizzata.  Di moda in tempi recenti è la camelbak, utilizzata soprattutto dai trail runner perché permette di non dover fare soste per bere. Tramite le cannucce collegate a una sacca d’acqua da riporre nello zaino potremo reidratarci mentre siamo in movimento. Attenzione però se vi muovete in inverno, il tessuto del contenitore è molto sottile e potrebbe ghiacciare i liquidi all’interno!

Leonardo Pasquali

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