Trekking

Urinare in piedi durante il trekking è una buona idea anche per le donne: ecco come

Published by
Matilde Brizzi

Fare la pipì in piedi durante un trekking non solo è più igienico, ma evita spiacevoli inconvenienti sia dovuti al contatto con la natura, sia dovuti all’intimità.

Oggi anche le donne possono difendere privacy e salute sui sentieri grazie a dispositivi sempre più diffusi ed efficienti.

In questo articolo esaminiamo quelli secondo noi più utili, e che hanno già riscontrato successo tra il pubblico.

La Pipilotta: cos’è e come si usa?

Si chiama Pipilotta e serve proprio a ciò che immaginiamo: il nome fa ben intuire in che ambito può essere utile alle donne che fanno trekking.

Urinare fuori casa per una donna non è esattamente la cosa più semplice, né tantomeno più igienica del mondo. Insomma, non si tratta certo di una questione da poco.

Realizzato in un materiale speciale, la gomma termoplastica, le istruzioni d’uso sono semplici. S’impugna con le dita per la parte anteriore e posteriore, lo si appoggia alla zona pubica in modo che aderisca su tutta la circonferenza e il gioco è fatto: anche le appassionate di trekking possono urinare in piedi.

Il problema igienico di urinare

Sia che si tratti di bagni pubblici che di un trekking all’aperto, fare la pipì comporta una serie di rischi e problemi che tutte – e tutti – conoscono.

C’è innanzitutto un problema igienico: a differenza dei maschietti, svuotare la vescica per le donne comporta una posizione che aumenta i rischi di infezioni.

Nei bagni pubblici il contatto con le superfici del WC può essere fonte di innumerevoli problemi. Ma anche all’aperto le difficoltà relative alla pulizia delle parti coinvolte possono creare irritazioni poco gradite.

Il problema femminile della privacy

In secondo luogo, a differenza degli uomini, per le donne durante un trekking è molto più complicato potersi “liberare” in assoluta privacy e con tranquillità.

L’incubo ricorrente di essere sorprese accucciate con i pantaloncini alle caviglie mentre si espleta il proprio bisogno fisiologico, soprattutto, finisce per compromettere l’esperienza liberatoria.

Certo, a posteriori può essere ricordata con un sorriso, ma insomma, meglio evitare.

Da 100 anni si brevettano dispositivi appositi

Oggi, per rispondere a questi problemi, esistono specifici dispositivi, come appunto Pipilotta ma ne vedremo anche altri, che consentono anche alle donne di urinare in pieno comfort e tranquillità.

Questi dispositivi non sono una novità: basti pensare che il primo device femminile per urinare stando in piedi fu brevettato a New York nel 1922 e la pioniera si chiamava Edyth Lacy.

Poco si sa di Edyth, tranne che presentò la domanda di brevetto nel 1918 – qui si può trovare l’originale della domanda – e che abitava al numero 200 della 109ma Strada di New York.

Oggi c’è molta efficacia nel campo

Da quel primo e rudimentale tentativo nel mondo c’è stata – si può dire – sia una rivoluzione tecnica che tecnologica.

Oggi i sistemi sono definitivamente più efficienti e comodi , inoltre riescono anche a sfruttare materiali che soddisfano le esigenze di comfort e igiene.

Si tratta di dispositivi a forma di cannuccia o imbuto che consentono anche alle donne di urinare nel modo preferibile e più igienico durante un trekking: in piedi e senza togliere i pantaloni da escursionista o l’imbracatura da arrampicata.

Immagine | Unsplash @Sk – Gentechevainmontagna.it

Dispositivi per ogni tipo di avventura

Naturalmente, ai vari tipi di attività outdoor si adattano dispositivi differenti.
Per le donne che fanno trekking l’opzione preferibile è quella più piccola, leggera e discreta.

Per chi arrampica il dispositivo deve adattarsi a un’imbracatura stretta e assicurare una tenuta sicura indipendentemente dagli angoli di inclinazione.

Differenze tra dispositivi riutilizzabili e monouso

Esistono in commercio due tipi di dispositivi, quelli monouso e quelli riutilizzabili.

I monouso sono realizzati in carta o cartone resistente: talvolta possono essere gettati nel WC e sono pensati per un uso temporaneo o una tantum.

Sono più comodi da portare in giro in auto o in borsa e, come il comune bicchiere da caffè da asporto, facili da usare e riciclare. I modelli riutilizzabili sono invece realizzati in plastica o lattice.

I vantaggi dei riutilizzabili

Altrimenti si possono trovare veri e propri imbuti resistenti che si possono usare più volte, pulendo tra un uso e l’altro con acqua e sapone, salviette igieniche o persino mettendoli in lavastoviglie.

Alcuni sono idrofobici per allontanare l’umidità o antibatterici per prevenire eventuali problemi igienici durante lunghe escursioni.

Urinella: una superstar del settore

Oltre a Pipilotta, già menzionata e disponibile in vari colori – rosa, viola, nero, turchese, arancione – esistono tanti altri dispositivi, così che ciascuna possa scegliere quello più adatto alle proprie esigenze.

Urinella tra i più celebri e utilizzati: simile a Pipilotta, consente di direzionare il flusso di urina con l’apposito tubicino flessibile di prolunga fornito in dotazione.

Sicuro al 100% per la salute grazie al silicone anallergico, non contiene lattice, BPA, ftalati ed è provvisto di apposita custodia in tessuto impermeabile.

Pstyle: molto trendy in America

Pstyle, molto in voga negli Stati Uniti, abbandona il tubo e utilizza una forma a mezza canna per raccogliere e dirigere l’urina. Pibella, a differenza di PStyle, ha un’apertura molto stretta progettata per coprire solo l’area dell’uretra.

Esso riduce al minimo il rischio di traboccamento quando viene posizionato correttamente. Tuttavia, lo stesso design stretto che riduce la fuoriuscita rende anche più difficile l’uso. Con un po’ di esercizio si può trovare la posizione corretta.

Circe Care: il primo panno antimicrobico

Una menzione a parte se la merita Circe Care. In questo caso non si tratta di un dispositivo per indirizzare l’urina, ma per asciugarsi in modo igienico. A vederlo sembra una presina da forno, ma Circe Care è in realtà il primo panno per l’urina antimicrobico mai creato.

Ha due lati: uno è quello assorbente, realizzato in tessuto misto antimicrobico misto argento che allontana l’umidità.

L’altro lato è impermeabile, quindi le mani rimangono sempre asciutte. Dopo l’uso, basta attaccarlo allo zaino e lasciarlo asciugare all’aria.

Altri dispositivi per urinare in piedi

Per quanto riguarda invece i prodotti monouso, tra i più diffusi c’è Alia Cone. Si tratta di un cartoncino idrorepellente, sterilizzato singolarmente, pratico e igienico che aiuta le donne di urinare in piedi, senza entrare in contatto con germi e batteri presenti nei bagni pubblici.

Pitch and Trek, invece, ha beccuccio pieghevole e la punta del cono sagomati per facilitare il direzionamento dell’urina ed evitare schizzi.

Matilde Brizzi

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