Trekking

Zecche, ecco come proteggersi dalle punture durante le escursioni in montagna

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Alessandro Bolzani

Quando le temperature tornano a salire, le zecche escono dal letargo invernale e diventa probabile incontrarle durante le proprie escursioni in montagna. Le loro punture, per quanto indolori, non devono essere sottovalutate, perché in rari casi possono trasmettere batteri e virus, causando patologie come la malattia di Lyme, l’ehrlichiosi, la meningoencefalite da zecche (TBE) e la febbre bottonosa del Mediterraneo. Esistono degli accorgimenti che aiutano a ridurre la probabilità di essere morsi dalle zecche nel corso di trekking impegnativi o semplici passeggiate: vediamone assieme alcuni.

Foto | Pixabay @Erik Karits

Evitare l’erba alta

Come spiegato dall’Istituto Superiore di Sanità (Iss), per ridurre il rischio di essere punti dalle zecche bisogna evitare di camminare nei terreni con l’erba alta, dove ci sono maggiori probabilità di imbattersi in questi artropodi. Si consiglia quindi di restare sempre sui sentieri od optare per le strade sterrate, anche perché la maggior parte dei fazzoletti d’erba presenti in alta quota sono coltivati, spesso per ottenere il foraggio con il quale nutrire il bestiame. Calpestare questi prati rischia di compromettere il duro lavoro dei contadini, rendendo difficoltosa la crescita dell’erba, quando è ancora corta, o schiacciando quella già alta, che risulterà più difficile da tagliare.

La scelta dell’abbigliamento adatto

Per ridurre la probabilità di essere punti dalle zecche è anche opportuno scegliere con cura gli abiti da indossare durante le proprie escursioni primaverili. Magliette a maniche corte e calzoncini lasciano scoperta la pelle e vanno quindi evitare in favore di vestiti più coprenti. Anche indossare delle calzature lunghe, come alcune scarpe da trekking, è una buona idea. In generale bisognerebbe preferire degli indumenti più chiari, perché permettono di notare con maggiore facilità la presenza di eventuali zecche.

Cercare le zecche al termine di ogni escursione

Anche quando si sono prese tutte le precauzioni del caso, al termine di ogni escursione è sempre opportuno valutare l’eventuale presenza delle zecche sulla cute e sul cuoio capelluto. Inoltre, tenendo presente che le zecche possono pungere anche varie specie di animali, chi ha gatti, cani o altri pet deve ricordarsi di vaccinarli con regolarità, così da salvaguardarli dalle infezioni.

Foto | Pixabay @Erik Karits

Cosa bisogna fare se si viene punti dalle zecche?

In caso di puntura di zecca, bisogna indossare dei guanti e utilizzare delle pinzette per rimuovere con delicatezza il parassita, facendo attenzione a non romperlo, strapparlo o schiacciarlo. Sia prima che dopo la rimozione dell’artropode bisogna disinfettare la pelle. Si deve quindi prendere nota della data in cui si è stati punti e osservare la comparsa di eventuali segni di infezione nei successivi 30-40 giorni. Bisogna rivolgersi subito al medico se si notano sintomi come eruzioni cutanee, dolore alle articolazioni, debolezza e febbre.

Alessandro Bolzani

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